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Capitolo 7: Tatsuya e il patto con il re

  Tatsuya e Celis rientrarono nel castello. Non appena varcarono il portone, alcune guardie e il re accorsero loro incontro. Il volto del sovrano era teso, ma si distese appena vide la bambina.

  Si avvicinò di slancio, guardandola con apprensione. "Stai bene, Celis?"Lei inclinò la testa con aria perplessa. "Certo che sto bene. Perché non dovrei?"Il re tirò un sospiro di sollievo. "Te lo spiegherò dopo..."

  Poi i suoi occhi si posarono su Tatsuya. "Finalmente ti sei svegliato."

  Il bambino sussultò, indietreggiando istintivamente. Due guardie gli si affiancarono, bloccandogli la via.

  "Non temere," disse il re con voce pacata. "Non voglio farti del male. Voglio solo aiutarti."Tatsuya restò immobile, silenzioso.

  Fu Celis a rompere il ghiaccio. Si voltò verso di lui, e con un sorriso dolce mormorò:"Puoi fidarti del re. è una brava persona."

  Tatsuya abbassò lo sguardo. "...Va bene. Mi fiderò."

  Lei esultò saltellando. "Visto? è già più coraggioso!"Il re sorrise. "Sembra proprio che abbiate già legato."

  "Certo! Io l'ho aiutato!" disse Celis con fierezza.L'uomo aggrottò le sopracciglia. "Aiutato? In che senso?"

  Celis raccontò tutto: come lo aveva trovato svenuto a terra dopo essere stato picchiato da tre delinquenti, e di come, al suo arrivo, i tre fluttuassero in aria."Sembravano... volare! Così ho lanciato un incantesimo e li ho fatti cadere!"

  Il re fissò prima Tatsuya, poi tornò a guardare Celis. "Sei sicura di stare bene?"Lei sbuffò. "Te l'ho già detto!"Il re le accarezzò la testa con un sorriso tenero. "Allora lo hai anche curato, vero?"Celis annuì. "Non potevo lasciarlo lì da solo."

  Fu Tatsuya a interrompere la conversazione. "...Non credo che tu sia una principessa."Il re alzò un sopracciglio. "Capisco, piccolo. Ma ti assicuro che Celis è la principessa medica di questo castello."Il bambino spalancò gli occhi. "Non è possibile! è solo una bambina!"

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  L'uomo rise piano, lanciando uno sguardo pieno d'orgoglio a Celis. "è cresciuta in un altro regno, dove ha imparato l'arte della guarigione. Ma là la ritenevano troppo giovane... Così è venuta qui. Oggi è una figura fondamentale per il nostro regno. Senza di lei... sarebbe tutto più difficile."

  Tatsuya abbassò lo sguardo. Voleva diventare re... Ma se Celis era già così importante, come poteva sperare di essere all'altezza?

  "A proposito, piccolo," disse il re. "Non ci hai ancora detto il tuo nome."La bambina si illuminò. "Anche io voglio saperlo!"

  Lui chiuse i pugni, come per darsi forza. "Mi chiamo... Tatsuya Arakawa. Almeno... credo."

  Il re si avvicinò a Tatsuya con un sorriso gentile, poi si chinò fino a trovarsi alla sua altezza. "Allora, Tatsuya... ci aiuterai a ricostruire il nostro regno?"Il bambino lo guardò con aria incerta. "Io...? Intendi me?"

  Il sovrano annuì con convinzione.

  Gli occhi di Tatsuya si illuminarono. "Certo che sì! Farò del mio meglio!"Il re gli accarezzò la testa, affettuoso. "Sono felice di sentirlo. Ma prima, dovrai affrontare alcune sfide."

  Lui socchiuse gli occhi, curioso. "Che tipo di sfide?"Il re si rimise in piedi. "Le affronterai domani. Ti senti pronto?"

  Tatsuya annuì con entusiasmo. "Prontissimo!"Il re sorrise, soddisfatto. "Bene. Allora preparati."

  Poi si voltò e si avvicinò a Celis. "Vieni con me un momento." I due si allontanarono nel corridoio fino a raggiungere la stanza privata del re. Una volta entrati, Celis lo osservò con uno sguardo pieno di curiosità.

  "Che succede? Sembri preoccupato."Il re sospirò, poggiando una mano sulla sedia. "Tatsuya potrebbe essere pericoloso... o forse no. Ma di certo, tu sei stata fortunata."

  Lei si portò un dito alle labbra, pensierosa. "Mmmh... ti riferisci ai suoi poteri?"L'uomo strinse il bracciolo della sedia con forza. "Come lo sai?"

  Celis alzò il mento, fiera. "Era ovvio. Ho visto con i miei occhi quei tre delinquenti sollevarsi da terra. E poi, quando l'ho curato... ho sentito un odore diverso. Un'energia che non appartiene agli esseri umani normali."

  Lui la osservò per qualche secondo, poi si rilassò. "Sei davvero incredibile, Celis. Riesci a notare cose che sfuggono persino a me."LA bamina sollevò il braccio con aria trionfante, mostrando il suo piccolo muscolo con orgoglio. "Beh, ovvio! Sono Celis Elaris, la miglior guaritrice al mondo!"

  Il re scoppiò a ridere, divertito. "Hai proprio ragione."

  Mentre le sue parole si spegnevano, fuori dalla finestra le prime stelle cominciavano a punteggiare il cielo della sera, silenziose e serene.

  Celis fece un mezzo inchino allegro. "Allora, io torno da Tatsuya. Voglio conoscerlo meglio!"Il re annuì con un sorriso caloroso. "Va' pure. Ma non farlo correre troppo."

  "Nessun rischio!" esclamò Celis, già sulla porta. Poi la stanza si svuotò del suo passo leggero, lasciando il re da solo con i suoi pensieri... e un piccolo sorriso sul volto.

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